GARLASCO: PM, PROCESSATE STASI, HA UCCISO CHIARA

(AGI) – Vigevano (Pavia), 17 mar. – Impassibile, anche quando i pm Rosa Muscio e Claudio Michelucci hanno scandito la parola ‘colpevole’. E’ lungo il giorno dell’accusa per Alberto Stasi all’udienza in cui e’ accusato per l’omicidio aggravato dalla crudelta’ della fidanzata Chiara Poggi e per la detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Nell’aula Magna del tribunale di Vigevano, dura quattro ore la requisitoria dei pubblici ministeri, i quali ammettono che si tratta di un processo indiziario, ma non manifestano dubbi nell’affermare che “tutti gli indizi portano ad Alberto Stasi”. Dal 13 agosto 2007, quando l’ex studente bocconiano si presento’ dai carabinieri per denunciare il ritrovamento del cadavere di Chiara, questi indizi si sarebbero accumulati sino a diventare un preciso teorema accusatorio. Stasi ha ucciso perche’ altrimenti non sarebbe uscito dalla villetta dei Poggi con le scarpe immacolate, senza sporcarsi di sangue; perche’ sui pedali della bicicletta che gli e’ stata sequestrata c’era il Dna della vittima; perche’ il suo alibi, quello di stare scrivendo al computer, mentre Chiara veniva ammazzata, non sarebbe dimostrato. Ma e’ proprio sul pc di Alberto che si apre, oggi, uno spiraglio per la difesa. Una ’super-perizia’ che chiarisca se i carabinieri di Vigevano abbiano alterato i risultati della consulenza sul computer, accendendolo e spegnendolo per 42 volte dal 14 al 29 agosto 2007, prima di consegnarlo ai colleghi del Ris. A disporla potrebbe essere il Gup Stefano Vitelli che, nel respingere l’eccezione con cui la difesa di Alberto chiedeva di non utilizzare il pc come fonte di prova, ha ventilato la possibilita’ di affidare ad un professionista da lui nominato una consulenza che dissolva i dubbi. (AGI)

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