ITALIA-RUSSIA: IMPRENDITORE AZERO ALAGAROV NUOVO COMMENDATORE

(AGI) – Mosca, 22 mag. – Ricordando i propri inizi l’imprenditore azero-italo-russo fa capire che l’ambasciatore ha ragione. Ci vuole molta personalita’ per passare dall’Azerbaigian fine anni ‘80 – mai veramente disidratato dalla pianificazione – all’impero economico tutto nuovo russo, edificato nella Mosca del 2000. Sempre con l’Italia nel cuore. “Inimmaginabile una serata come questa”, racconta Alagarov, “quando a Baku, sognando Roma, buttavo tre stipendi per comprarmi un paio di scarpe italiane”. Un amore ricambiato quello con la penisola? Secondo il self made man azero si’. Persino nei momenti piu’ difficili la fiducia reciproca non e’ venuta meno. Nel 1998 – la crisi russa piu’ dura prima dell’attuale – quando mancava la liquidita’ i marchi italiani hanno saputo aspettare. A volte anche senza contratto.

Economia ma non solo. Forse nemmeno principalmente economia. Lo sponsor del nostro paese in Russia, piu’ delle merci ama ricordare i colleghi. Persone aperte, persone per bene, che sanno lavorare ma anche vivere. “Fare economia con loro vuol dire prendere parte a una festa”. Alagarov ammette la propria meravigliata stima per una collettivita’ che nelle risorse umane ha scoperto il proprio gas, nella creativa’ il proprio petrolio, nella fantasia i propri idrocarburi. Mentre parla della propria leggenda, l’imprenditore azero scruta la platea con occhi attenti. Una romanza dove ogni tanto scoppia la diffidenza. Davanti alla propria fortuna si deve star sempre in guardia, come davanti al proprio pubblico. Ascoltatori rapiti possono rapidamente diventare disincantati inquisitori. Come in molte storie italiane. Ma, se mai ci fossero, le domande affilate non arrivano preferendo cedere il posto alla cordialita’ del cibo.In fondo anche questo e’ Italia. E Russia. (AGI)

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