GARLASCO: PG CHIEDE NUOVE PERIZIE, ‘NESSUN ALIBI PER STASI’

(AGI) – Milano, 11 mag. – Una nuova perizia per valutare i possibili percorsi compiuti da Alberto Stasi nella casa dove fu uccisa Chiara Poggi; nuovi esami sulla possibilita’ per l’ex bocconiano di sporcarsi o meno le suole delle scarpe col sangue della vittima; nuovi accertamenti sul suo computer per ricostruire gli accessi al pc tra la sera del 12 agosto e il giorno dell’omicidio; l’ascolto in aula della telefonata di Alberto al 118 in cui chiedeva i soccorsi per la fidanzata. Li chiede il sostituto pg di Milano, Laura Barbaini, nel ricorso in appello contro la sentenza di assoluzione pronunciata dal gup di Vigevano, Stefano Vitelli, nei confronti di Alberto Stasi, imputato per il delitto di Garlasco. Dopo l’appello della parte civile e quello della Procura di Vigevano, ecco dunque le ragioni per cui il pg milanese chiedera’ nel processo di secondo grado di ‘ribaltare’ il primo verdetto. A cominciare dall’assenza di alibi per Alberto nella fascia oraria tra le 9 e 12 (ora in cui viene disinstallato l’allarme di villa Poggi) e le 9 e 35, momento in cui Stasi accende il pc a casa sua per lavorare alla tesi di laurea. “Un intervallo di tempo – scrive il pg – congruo anche se ristretto. Alberto Stasi adotta una tempistica dell’omicidio dettata e imposta dall’esigenza di rientrare nella sua abitazione per ricevere la telefonata della madre sul telefono fisso della sua abitazione, telefonata puntualmente ricevuta alle ore 9 e 55 della mattina del 13 agosto del 2007″. Il pg usa parole dure verso la sentenza di Vitelli. “In estrema sintesi – scrive il pg – si puo’ affermare che la sentenza impugnata si impegna nel rimediare agli errori dell’accusa che aveva collocato l’orario della morte tra le 10 e le 12 e aveva sostenuto l’esistenza del cosiddetto alibi informatico ma si dimentica di dover dedicare altrettanta attenzione alla parte ricostruttiva”. In particolare, “perde di vista la dinamica del fatto che risulta del tutto incompatibile con l’ipotesi del soggetto terzo autore dell’omicidio e perde di vista che Stasi e’ senza alibi nell’orario indicato dai periti e dalla sentenza come il piu’ probabile in cui e’ avvenuto il delitto”. Quanto al movente, il pg lo individua nel timore di Stasi che venisse divulgata la sua “propensione maniacale per la pornografia” e, in particolare, che ne venissero a conoscenza i genitori di Chiara verso i quali “traspare dagli atti una situazione ancora di sottoposizione e comunque di sudditanza morale e massima preoccupazione”. (AGI) Cli/Car