CRISI: MODA MARCHE, CROLLANO IMPRESE E FATTURATI NEL 2009

(AGI) – Ancona, 7 lug. – Parlando di fronti agli artigiani marchigiani della moda aderenti alla Cna, il neo presidente Gobbi si e’ lamentato del fatto che “la recente legge sul made in Italy non risolve i problemi delle nostre piccole e medie imprese”. “Anzi – ha aggiunto -, consentendo di etichettare come prodotti nel nostro Paese i vestiti, gli articoli in pelle e le scarpe realizzati per due sole fasi di lavorazione in Italia e limitandosi a richiedere la tracciabilita’ della produzione per le restanti fasi, sancisce la fine del vero made in Italy”. Questo, secondo gli artigiani del settore, perche’ le fasi di lavorazione di maggior pregio potranno essere eseguite all’estero “e il consumatore non lo sapra’ mai”. “Cosi’ si ingannano i consumatori e si penalizzano i nostri artigiani del sistema moda – ha concluso il presidente Gobbi -, che fanno prodotti di qualita’ interamente sul territorio marchigiano”. Per contrastare questa situazione, Cna Federmoda ha deciso di attivarsi insieme alla Confartigianato per promuovere la legge sul made in Italy 100 per cento e contemporaneamente fare pressione sul Parlamento europeo affinche’ si giunga ad una regolamentazione non ingannevole per i consumatori, che preveda l’etichettatura di provenienza per tutti i prodotti extracomunitari e contrasti duramente chi utilizza il marchio made in Italy se il prodotto e’ realizzato altrove. (AGI) Cli/AnVic