RESTI UMANI IN POZZO CATANIA: IPOTESI LUPARA BIANCA, ESAME DNA

(AGI) – Catania, 14 lug. – Una cintura, un paio di scarpe, una fede nuziale e un mucchietto di ossa. Accanto, una moneta da cento lire. Ci sono pochi elementi che portano a un passato lontano, almeno dieci anni, dietro il rinvenimento, ieri, dei resti umani che la polizia ha trovato ieri dentro un pozzo di Vaccarizzo, a Catania. Risalire all’identita’ dell’uomo sara’ molto difficile, proprio perche’ la morte potrebbe essere avvenuta all’epoca in cui era in circolazione la lira. Gli investigatori della Mobile sono al lavoro: contano sulla ricostruzione da parte del medico legale, il professore Carlo Rossitto al quale stamattina la procura ha affidato il compito di effettuare l’autopsia. Da quelle ossa sara’ isolato il dna della vittima che potrebbe essere comparato, nel caso in cui fosse individuata l’identita’, con qualcuno dei suoi familiari. Nel frattempo i poliziotti stanno rivedendo tutte le denunce delle persone scomparse durante la meta’ degli anni novanta, anni bui per Catania, anni in cui si registravano centinaia di morti ammazzati durante le guerre di mafia che hanno insanguinato la citta’. Potrebbe trattarsi, dunque, di una ‘lupara bianca’. Una cosa pero’ e’ certa: chi ha messo sulla giusta strada i poliziotti della Mobile non era uno sprovveduto. In procura lo definiscono un “anonimo qualificato” per avere fornito alla polizia non solo la notizia della presenza del cadavere dell’uomo, ma anche per avere allegato una minuziosa piantina che ha permesso di trovare subito il pozzo di Vaccarizzo. Non si conosce ancora il proprietario del fondo dove si trova il pozzo: un dettaglio che gli investigatori non ritengono di grande interesse, perche’ l’area pur essendo privata, non e’ mai stata recintata. (AGI) Cli/Pa/Mrg/Mzu