SINDACO CATANZARO: TRAVERSA, OLIVO E’ IL MALE MINORE

(AGI) – Catanzaro, 30 mag. – Il Presidente della Provincia di catanzaro, Michele Traversa, esponente di An, dopo la sua dichiarazione di voto a sostegno del candidato dell’Uniione al ballottaggio per l’elezione del sindaco di Catanzaro, precisa i terminid ella sua presa di posizione e continua a definire Olivo “il male minore”. “Franco Cimino – afferma – a chi dai microfoni di una televisione privata ieri gli chiedeva un parere sulla mia presa di posizione a favore di Olivo nel turno di ballottaggio, ha replicato di non credere che sarei arrivato a tanto ed ha attribuito il contenuto delle mie dichiarazioni a una reazione istintiva e conseguente all’esito negativo delle elezioni per il centrodestra. Un atteggiamento di apertura e generosita’ che ne tradisce un’indole tutt’altro che cattiva e che e’ prova della sua lunga e apprezzata scuola democristiana. Ma sbaglia, cosi’ come hanno sbagliato tutti coloro i quali hanno confuso una decisione politica e di responsabilita’ con una presa di posizione dettata dall’umore del momento. Nessuno pensa e tantomeno io, che Alleanza nazionale e il centrodestra – continua Traversa – possano imputare ad altri le responsabilita’ di una sconfitta cosi’ palese, e infatti non era questo il senso delle mie parole e non aveva di certo il sapore di una giustificazione. E’ urgente che la Casa delle Liberta’ guardi al suo interno ed avvii un’opera di riorganizzazione profonda e magari dolorosa. Prima ancora pero’, e’ la citta’ a vivere una condizione di emergenza, e’ Catanzaro a correre il rischio di un tracollo totale. Uno sfascio che e’ alle porte e che si nasconde dietro il paravento del fantomatico terzo Polo. Franco Cimino, che in politica da quarant’anni legittimamente ambiva ad un’occasione importante, ha tentato di essere candidato per il centrodestra. Poi, tramontata l’ipotesi di una sua candidatura per la CdL, e’ finito nelle mani di Abramo ed Aiello (ex Forza Italia), Tallini (ex Alleanza Nazionale), Guerriero e Zavettieri(ex PSI), Soriero (ex DS). Insomma – prosegue – una candidatura a tutti i costi e indipendentemente da idee e programmi, ma tutto sommato un peccato veniale. Molto meno veniale e’ invece tutto quello che si muove dietro Cimino: gli interessi sul Piano Regolatore, manovre e intrecci di potere, una gestione quantomeno disinvolta della pubblica amministrazione. Alcuni di essi hanno cambiato appartenenza piu’ volte, sempre salendo sul carro del vincitore cui hanno tentato in ogni occasione di fare le scarpe”. (AGI)
Adv (Segue)