COMMERCIANTI TRUFFATI DA FINTI FACCHINI, ARRESTI A ROMA
(AGI) – Roma, 25 mag. – Ammonta a circa 500 mila euro il valore delle truffe messe a segno da una banda composta da napoletani ai danni di commercianti di diverse citta’ d’Italia. I carabinieri della compagnia Roma Centro, diretti dal maggiore Giancarlo Tintore, hanno indagato per oltre un anno facendo luce su ben 37 episodi di truffa dove era stata sottratta la merce a negozianti di Roma, Milano, Torino, Bologna, Ferrara, Mantova, Castelfranco Emilia, Riccione, Civitavecchia, Salerno, Napoli e Palermo. In tutto sono state emesse dal gip del tribunale di Roma, su richiesta del pubblico ministero Vincenzo Barba, 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Due dei destinatari delle ordinanze sono sfuggiti alla cattura. Si tratta perlopiu’ di pregiudicati dai 30 ai 50 anni, che dovranno ora rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata. Altre 5 persone sono state denunciate a piede libero. La truffa consisteva nell’impossessarsi della merce che veniva consegnata ai negozi fingendo di essere personale di corrieri e spedizionieri. La banda dopo aver compiuto diversi sopralluoghi e aver studiato le modalita’ di consegna della merce, partecipava alle operazioni di scarico del furgone dello spedizioniere. I commercianti pensavano che si trattasse di personale del corriere di spedizione mentre questi ultimi pensavano di trovarsi davanti a dipendenti dell’esercizio commerciale. Quando il corriere andava via la banda si faceva riconsegnare la merce dal negoziante asserendo che c’era stato un errore. Giungevano a questo punto furgoni che noleggiavano e dove venivano attaccati adesivi della stessa ditta di spedizioni. Per quanto riguarda la capitale i colpi sono stati messi a segno perlopiu’ nella zona del centro storico: in via Condotti, in piazza Fontanella Borghese, a Fontana di Trevi, ma anche in via Appia Nuova. Si tratta di merce che andava dai capi di abbigliamento delle migliori marche, alle scarpe, ai cellulari, agli elettrodomestici, ai profumi, ai dvd, abbigliamento intimo e prodotti alimentari. I carabinieri stanno ora accertando dove la merce veniva ricettata. L’ipotesi e’ che finisse nel mercato nazionale ambulante ma c’e’ anche il sospetto che venisse rivenduta ad altri commercianti. (AGI)
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