PASOLINI: UN CONVEGNO RICORDA GLI ANNI DEL “CORSARO”
(AGI) – Roma, 31 ott. – “Un uomo teso, magro, scavato. I problemi della societa’ non li studiava, li viveva. Era un testimone particolare, uno che si sporcava le suole delle scarpe e le mani, uno che diceva che l’Italia non aveva costumi, aveva solo usanze”. Fotografa cosi’ il Pier Paolo Pasolini degli ultimi anni il sociologo Franco Ferrarotti, uno dei partecipanti al convegno che il Comune di Roma ha dedicato a “Pasolini corsaro” per ricordare proprio l’analista impietoso che contraddistinse l’ultima parte della sua vita. Al convegno, al quale hanno assistito centinaia di persone, soprattutto giovani, che hanno riempito il Teatro Argentina, e’ che e’ stato presieduto da Gianni Borgna, hanno partecipato, tra gli altri, l’avvocato Guido Calvi, Giorgio Galli, Giovanni Pellegrino e gli scrittori Carla Benedetti e Gianni D’Elia.
E’ stato un incontro sulla vita di Pasolini, ma inevitabilmente si e’ parlato, e molto, della sua morte, dalla quale ci separano tre decenni, ma resta, e’ stato detto, “un dolore che non finisce, un rimpianto che non si conclude”. Di lui sono state ricordate le “straordinarie anomalie di un uomo che cambio’ radicalmente nel corso degli anni, passando dall’elegia alla tragedia, dalle lucciole al conflitto, alla colluttazione con l’Italia, con il potere e con gli intellettuali che accusava di collusione e omerta’”. Si parla di “uno scrittore eversivo”, ma anche di “uno scrittore in esplosione, uno che non voleva assolutamente morire perche’ aveva tante cose da dire”. (AGI)