(RIEPILOGO) SGOZZA FIGLIO DI 9 ANNI E SI GETTA SOTTO IL TRENO

(AGI) – Passignano sul Trasimeno, 21 ago. – Una tragedia in due tempi quella di fronte alla quale si sono trovati i carabinieri della Compagnia e della stazione di Passignano e poi quelli del Reparto e del Nucleo operativo provinciale di Perugia. Dapprima i resti martoriati di un uomo lungo la linea ferroviaria: la vittima era stata investita da un treno che collegava Terontola a Foligno. Il macchinista non aveva potuto evitare l’investimento: l’uomo era sbucato all’improvviso da dietro un cespuglio proprio nel momento in cui il convoglio sopraggiungeva e vi si era lanciato sotto. Evidente dunque la volonta’ suicida. I carabinieri di Passignano, subito intervenuti, hanno recuperato i documenti di identita’ che erano in una tasca dei pantaloni della vittima e si sono quindi recati a casa del padre per comunicargli la triste notizia. Li’ pero’ il dramma si e’ dilatato, perche’ l’anziano genitore dell’imprenditore ha rivolto ai militari una domanda: “Dov’e’ mio nipote? Che fine ha fatto?”. E ai carabinieri ha riferito che intorno alle 13 figlio e nipotino erano stati a pranzo da lui, per poi andare via e tornare nella propria abitazione. Un terribile presentimento per i carabinieri che ben presto e’ diventata sconvolgente realta’: giunti a casa dell’uomo suicidatosi, i militari hanno notato numerose tracce di sangue sulle scale e sui pavimenti delle stanze, chiare orme di scarpe di adulto su macchie di sangue che hanno segnato come un percorso obbligato per gli investigatori. Un percorso che si e’ fermato davanti alla porta di una stanza chiusa a chiave dall’esterno. I militari hanno forzato la porta e una volta dentro hanno scoperto il corpo privo di vita del bambino, per terra. Diverse le ferite da arma da taglio, ma la piu’ evidente era quella alla gola del piccolo, che sembra dunque essere stato sgozzato. Sul pavimento, poco distante dal corpo del piccolo, l’arma del delitto, un coltello da cucina. Gli investigatori, guidati dal colonnello Emiliano Sepiacci, comandante del Reparto operativo di Perugia, e dal capitano Antonio Morra, comandante del Nucleo operativo provinciale, hanno quindi avviato una serie di accertamenti tecnici, primo fra tutti la rilevazione delle impronte sulla porta e sul coltello da confrontare con quelle delle mani dell’uomo morto suicida. Ma da subito sono apparsi pressoche’ nulli i dubbi che ad uccidere il bambino possa essere stata una persona diversa dal padre. Una tragedia che ha preso forma forse in questo anno di separazione dalla moglie e senza che alcuno lo percepisse, e che per la vittima innocente si e’ poi consumata nel giro di un quarto d’ora: il tempo di lasciare la casa del nonno dopo il pranzo, il ritorno nella propria abitazione e la morte per mano del padre. Che pochi minuti dopo l’omicidio si e’ lanciato sotto un treno. (AGI)
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