USA: STUDIO, BABY-MODELLE DANNEGGIANO SVILUPPO ADOLESCENTI

(AGI/AFP) – Washington, 20 feb. – Le immagini ormai dilaganti di modelle sempre piu’ giovani e sempre piu’ sexy rischiano di compromettere lo sviluppo psicofisico delle adolescenti. L’allarme e’ contenuto in un rapporto redatto dall’Associazione degli piscologi americani, compilato dopo un attento esame della recente letteratura accademica sulla puberta’.
Il fenomeno e’ stato definito dagli esperti ’sessualizzazione’. Far indossare a modelle o attrici ancora bambine abiti sexy e far assumere loro atteggiamenti provocanti, sia nella pubblicita’ sia nello spettacolo, puo’ avere conseguenze nefaste. Puo’ accadere che “il valore di una persona derivi solo dal suo aspetto o comportamento sensuale”, spiegano gli psicologi americani, e che la persona sia identificata solo come oggetto sessuale.
Gli esempi non mancano e il rischio si annida anche laddove la modella sia adulta ma si atteggi ad adolescente. E’ il caso di Christina Aguilera che per promuovere un marchio di scarpe e’ vestita come una scolaretta, ma con la camicetta sbottonata e un leccalecca malizioso. Ci sono poi le bambole Bratz, minidonne in bikini e calze a rete mostrate mentre sorseggiano drink in una vasca. Senza contare che ormai anche le pubblicita’ di abiti per bambini sono piene di piccole donne con l’ombelico scoperto, la gonna pitonata e lo sguardo languido.
Tutto questo puo’ portare a depressione, disturbi alimentari e scarsi risultati scolastici. “La sessualizzazione delle ragazze e’ un problema sempre piu’ diffuso ed e’ dannoso”, si legge nelle 66 pagine di studio. Puo’ accadere che vi siano ripercussioni anche sulla maturazione sessuale delle giovani che sono particolarmente a rischio “perche’ la loro coscienza di se’ e’ ancora in via di elaborazione”.
La conferma dell’importanza che le adolescenti attribuiscono all’aspetto fisico come parametro di valutazione di se’ stesse e’ data da un curioso test esaminato dagli studiosi. A un gruppo di studentesse universitarie e’ stato chiesto di indossare un costume e a un altro un maglione; tutte poi sono state sottoposte per dieci minuti a un test di matematica. “Le giovani in costume sono andate nettamente peggio di quelle in maglione”, si legge, mentre “tra i maschi non sono state rilevate differenze significative”.
Visti i presupporti, gli esperti invitano i genitori a esercitare un ruolo piu’ attivo nell’educazione dei figli. In particolare sollecitano madri e padri ad aiutare i giovani a formarsi un’identita’ sessuale. (AGI)
Sab