(AGI) – Steinfurt (Germania), 20 nov. – La scuola ancora teatro di violenza. Questa volta in Germania. Un diciottenne a volto coperto, armato di due pistole e con indosso una cintura esplosiva ha fatto irruzione nella sua ex scuola, un istituto tecnico a Emsdetten, nel land tedesco occidentale di Nordreno-Westfalia, e si e’ messo a sparare all’impazzata. Poi si e’ tolto la vita. Otto persone -tra cui diversi studenti, una insegnante incinta e il portinaio- sono rimaste ferite. E’ stata una tragedia annunciata, che poteva aveva un bilancio di sangue molto piu’ pesante, anche perche’ il folle aveva piazzato quattro ordigni rudimentali nell’edificio.
Il giovane, descritto dai suoi ex compagni dell’istituto ‘Geschwister-Scholl-Schule’ come una persona schiva, che tendeva a isolarsi e che trascorreva ogni giorno ore a navigare su internet, aveva annunciato proprio sulla ‘rete’ la volonta’ di fare una strage per poi togliersi la vita. Una lettera-testamento da cui emerge un forte rancore maturato durante la sua esperienza scolastica. “L’unica cosa che mi e’ stata insegnata a scuola”, e’ scritto nel messaggio, “e’ che sono un fallito. Odio la gente, per questo me ne vado”.
E alle 9:30 di questa mattina ha messo in atto il suo piano. Con indosso un lungo cappotto nero foderato di rosso, passamontagna e anfibi neri, le scarpe preferite dai naziskin, e’ arrivato nella scuola durante l’intervallo tra la prima e la seconda ora. Quando alcuni i suoi ex compagni lo hanno visto attraversare il cortile e sparare i primi colpi si sono detti: “Occhio, quello adesso entra e ammazza tutti”. Il folle ha incontrato sulla sua strada un’insegnante incinta e le ha sparato al volto con una scacciacani e con l’arma vera ha ferito il portiere che era accorso in aiuto della docente.
Chi lo conobbe racconta che si trattava di un ragazzo imprevedibile, che spesso infastidiva con minacce le ragazze. Proprio domani avrebbe dovuto rispondere davanti a un giudice del tribunale di Rheine dell’accusa di porto d’armi abusivo. Conseguito il diploma, l’anno scorso, lasciando la scuola disse: “Vedrete che ve la faro’ pagare”. (AGI)
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