(AGI) – Lecco, 2 feb. – Potrebbe appartenere a Giulio Consonni, un pensionato scomparso dal Lecchese, il cadavere riaffiorato nella tarda mattinata di mercoledi’ dal canale Muzza a Lavagna, una frazione di Comazzo, in provincia di Lodi. Oggi sul corpo e’ stata eseguita l’autopsia per stabilire con esattezza le cause del decesso. A suffragare are l’ipotesi che possa trattarsi del 60enne di Osnago (Lecco) il fatto che a Trucazzano e’ stato trovato il furgone intestato al fratello Giancarlo che in queste ore e’ a Lodi insieme al figlio al genero Giancarlo Arlati, convocato dai carabinieri e dalla Procura per il riconoscimento ufficiale della salma. I famigliari hanno saputo del ritrovamento soltanto nella serata di ieri e lamentano di non essere stati informati dalle autorita’ preposte ma dai giornalisti. Solo stamani, infatti, hanno ricevuto la telefonata dei carabinieri e sono partiti per Lodi. I parenti lo avrebbero riconosciuto attraverso gli abiti, il maglione e le scarpe. Per quanto si apprende, il volto dell’uomo ripescato sarebbe irriconoscibile. Il corpo era stato trovato casualmente da un contadino a passeggio con il cane e che stava costeggiando il canale artificiale che prende avvio tra Trucazzano, dove e’ stato trovato il furgone, e Paullo. Il cadavere giaceva sul fondo in un punto dove l’acqua e’ bassa ed era impigliato nelle erbacce. La salma era stata recuperata dai pompieri. Sulle cause della morte si crea un giallo: se l’uomo era scomparso nel nulla il 15 gennaio scorso dalla sua abitazione di Osnago, potrebbe essere stato ucciso con un colpo di fucile, forse da caccia, alla schiena. Non viene, quindi escluso che sia rimasto vittima di un incidente di caccia e chi ha sparato magari scambiandolo per un animale, ha poi pensato di far sparire il corpo gettandolo in acqua. (AGI)
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