(AGI) – Grottaferrata (Roma), 27 nov. – Quando il corpo impazzisce, e crea una potente barriera immunologica per difendersi non da un virus, ma da se’ stesso. Le malattie autoimmuni sono un fenomeno dall’origine ancora non del tutto chiarita, ma dalle conseguenze anche assai gravi: appartengono a questo genere di patologie l’artrite reumatoide, la psoriasi, le malattie infiammatorie dell’intestino, ma anche la sclerosi multipla e il diabete. Ma una speranza per il futuro, anzi qualcosa di piu’ concreto dopo dieci anni di utilizzo, si chiama farmaci biologici, immunosoppressori che non colpiscono piu’ le cellule ma le singole molecole. Esperti e esponenti delle associazioni di malati si sono riuniti a Grottaferrata, per una due giorni di convegno dedicata alle malattie autoimmuni e alle nuove frontiere della terapia, organizzato dalla Schering-Plough. “Negli ultimi anni – ha spiegato il prof. Guido Valesini, ordinario di Reumatologia all’Universita’ ‘La Sapenza’ – il trattamento di patologie autoimmuni quali artrite reumatoide, psoriasi e malattie infiammatorie croniche intestinali e’ notevolmente mutato grazie allavvento dei farmaci biologici. Mi riferisco per esempio ai cosiddetti anti-Tumor Necrosis Factor (TNF), che hanno un potente effetto antinfiammatorio e immunsoppressivo. Sulla scia di questi medicinali sono poi giunti gli anti-interleuchina 1 (IL1), gli anti-CD 20 (che agiscono sui linfociti B) e gli ultimi attualmente in arrivo anti-interleuchina 6. Limpiego dei farmaci biologici e le prove cliniche offrono alcune indicazioni di grande significato pratico. Abbiamo infatti visto che questi medicinali possono essere estremamente efficaci quando utilizzati precocemente, e addirittura possono consentire la remissione persistente della malattia. Per il futuro si apre quindi la speranza di arrivare a una guarigione definitiva di alcune malattie autoimmuni impiegando farmaci biologici in modo mirato e precoce, magari in associazione ad altre molecole. La ricerca e losservazione dei pazienti trattati – aggiunge Valesini – ci permettono poi di giungere a unaltra osservazione: sono ormai 10 anni che impieghiamo farmaci biologici e non sono stati segnalati loro effetti collaterali significativi a distanza, anche per quanto riguarda potenziali rischi tumorali. Questo significa che oggi possiamo combattere malattie autoimmuni come lartrite reumatoide, la malattia di Crohn, la colite ulcerosa e la psoriasi con unarma efficace e sicura”. “Questi farmaci hanno risultati inaspettati – conferma Giuliana Farinelli, dell’Anmar (associazione dei malati di artrite reumatoide) – con meno effetti collaterali, almeno finora. La terapia costa circa 7-800 euro al mese, ma e’ tutto rimborsato dal Ssn, che sara’ anche farraginoso e burocratizzato, per esempio nelle pratiche per ottenere l’invalidita’, ma offre una copertura piu’ che buona”. Altro fronte della battaglia e’ quello sociale: nel corso del convegno e’ stato presentato uno studio sui pazienti, che rivela le difficolta’ di chi soffre di malattie autoimmuni nel condurre una vita normale. A partire proprio dalle malattie reumatiche: gli interpellati smettono di scrivere al Pc, non riescono a girare il collo, poi a vestirsi da soli, ad allacciarsi le scarpe, diventano dipendenti e talvolta perdono gran parte della mobilita’. Un calvario simile a quello vissuto dai malati di psoriasi, che tra l’altro presenta segni piu’ evidenti ed e’ quindi oggetto di diffidenze e pregiudizi. Chiazze, desquamazioni, arrossamenti, portano il malato a isolarsi, a evitare la vita sociale, per non parlare di quella sentimentale. Devastanti anche gli effetti delle infiammazioni intestinali, con perdita di peso, diarrea, inappetenza, e anche qui una serie di ripercussioni sociali e psicologiche molto gravi. (AGI)
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