NUOVI POVERI: LA CARITAS, SONO IMPIEGATI MINISTERIALI
giovedì, aprile 17th, 2008(AGI) – Roma, 17 apr. – I dati ancora non li hanno messi nero su bianco, perche’ le parrocchie ancora li devono trasmettere, ma un fatto e’ certo: a chiedere aiuti economici o alimentari alla Caritas diocesana o ad altri centri religiosi non sono piu’ e solo i ’senzatetto’, i nullatenenti, ma impiegati minisgteriali, comunali e lavoratori di vari ceti sociali. Insomma sono i cosiddetti ‘nuovi poveri’: famiglie dove non lavora solo uno dei coniugi, ma anche due. Famiglie pero’ che con la crisi economica non riescono piu’ ad arrivare alla terza settimana del mese, perche’ i soldi finiscono prima. E sia ben chiaro, non per ’sfizi’ ma per acquistare beni di prima necessita’ come alimentari o materiale per la scuola dei figli o un paio di scarpe, perche’ le altre sono ormai logore da non poter essere riparate. La ‘fotografia dell’Italia che si impoverisce viene da mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas. I dati veri e propri, precisa Di Tora, li forniremo sul prossimo dossier sulla poverta’.
“Quello che oggi viene chiamata la sindrome della quarta settimana – spiega Di Tora all’Agi -, e che colpisce molte famiglie che, con i loro stipendi non arrivano piu’ alla fine del mese, si e’ certamente spostata alla terza. Non si tratta di famiglie dove lavora una persona sola, ma anche dove lavorano tutti e due i coniugi, che non possono contare pero’ sull’aiuto dei nonni. Oppure si tratta di famiglie si sono venute a trovare in situazioni particolari, con una malattia improvvisa. Questo e’ un dato reale che lo si riscontra nella richiesta rivolta alle parrocchie per ottenere pacchi viveri, sia in altra forma, ossia con la richiesta dei buoni coop”.(AGI)
Gal (Segue)
